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L’Uomo Vitruviano è un simbolo disegnato a penna su carta dal genio italiano Leonardo da Vinci risalente al 1490. Esso contiene un corpo umano inscritto in un quadrato e in un cerchio, simbolo d’unione e armonia delle due figure geometriche su di esso create.
L’uomo vitruviano è posto nella parte centrale del foglio, con scritte nella parte superiore e inferiore, le annotazione sulle proporzioni umane dell’architetto romano Vitruvio, ritrascritte dallo stesso Leonardo, grazie alle quali ha “costruito” il corpo umano all’interno le figure geometriche.
Con questo disegno Leonardo non solo accredita e rende omaggio agli studi di Vitruvio, ma pone la soluzione in chiave esoterica ad uno dei problemi della geometria classica, “la quadratura del cerchio”, ovvero l’inscrizione di un quadrato in un cerchio aventi la stessa area.
Il simbolo dell’uomo vitruviano può essere letto esotericamente in vari modi, ma lo studio di questo articolo vuole tradurre ciò che Leonardo da Vinci voleva dimostrare, ovvero che vi sono correlazioni costanti tra le proporzioni del corpo umano e le forme geometriche, poiché contenute in esso.
L’Uomo di Leonardo può essere interpretato in due modi diversi correlati tra di loro:

  • Il primo è di tipo geometrico-matematico trattato non solo dal punto di vista del puro del calcolo, ma anche dal punto di vista “del perché” individui come Leonardo e non solo, osservano e studiano, traduccendo in leggi matematiche e geometriche le leggi di natura.
  • Il secondo di tipo esoterico, nel quale vengono descritti i significati simbolici dell’uomo vitruviano.

L’uomo vitruviano tra geometria e leggi di natura

Leonardo si considerava “discepolo dell’esperienza”, in quanto gran parte delle sue scoperte e delle sue invenzioni derivano dalle proprie intuizioni, che sono il risultato della sua esperienza e delle sue osservazioni, poste in particolar modo sulla natura e le sue leggi.
Il Da Vinci era costretto ad affidarsi al proprio intuito, anche perché non conosceva il latino, lingua ufficiale del mondo accademico dell’epoca, con la quale erano scritti la gran parte dei testi eruditi. Infatti Leonardo non poté frequentare l’università, perché figlio illeggittimo di un noto notaio fiorentino; egli quindi sapeva leggere e scrivere in lingua volgare.
Il trattato “De Architectura” di Vitruvio, venne parzialmente tradotto in lingua volgare da Francesco di Giorgio Martini, dopo la seconda metà del 1400 e sembra che da questa traduzione il Da Vinci apprese le conoscenze di Vitruvio sulle proporzioni umane.
La maggior parte degli studiosi di ogni epoca come Leonardo, Vitruivo, Pitagora, ecc, comprendono che per tradurre le leggi di natura ne vanno studiati gli impulsi e i loro effetti, che vengono stilizzati e semplificati per praticità attraverso il linguaggio della matematica e della geometria.
Il modo di costruire della natura viene intuìto dall’uomo di conoscenza, che poi traduce in disegni e formule, costruendo un linguaggio in grado di leggere l’invisibile.
La natura quindi crea attraverso degli impulsi che in tradizione esoterica prendono il nome di archetipi, tali impulsi seguono delle leggi precise (cosmo-ordine) ma non sono mai perfettamente uguali (caos-disordine).
La geometria e le formule matematiche sono quindi un linguaggio complesso che l’uomo da secoli si tramanda e insegna, per comprendere come la natura crea.
Tali leggi sono state poi applicate alla vita quotidiana dell’uomo per migliorarne l’esistenza terrena, ma originariamente sono nate non per questo fine, ma per tradurre in formule e in simboli geometrici gli impulsi di creazione della natura.
L’uomo nel corso della storia, comincia ad essere consapevole del fatto che è lui stesso nella propria struttura naturale a possedere le medesime leggi fisiche, biologiche e invisibili del creato. In Inghilterra ad esempio lo yard (tuttora in uso) nasce come distanza dalla punta del naso alla fine del pollice del re Enrico I.
Leonardo, consapevole di questo modo di indagine da parte dei propri predecessori, utilizza le proporzioni umane di Vitruvio citate nel suo trattato “De Architectura”, mettendo l’uomo al centro e costruendo su di esso il cerchio e il quadrato. E’ l’uomo quindi con le sue proporzioni, a contenere i rapporti con cui vengono costruite le forme geometriche, le quali vengno poi utilizzate dall’uomo stesso per creare qualsiasi cosa voglia.
Padroneggiando tali conoscenze, è in grado di creare opere con le stesse regole con le quali la natura crea,  in questo modo quando Leonardo diviene artista, nel creare la sua arte, si “sostituisce al Creatore Universale”, poiché crea con le medesime conoscenze.

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Testo dell’Uomo Vitruviano di Leonardo – Fonte Wikipedia

« Vetruvio, architetto, mette nella sua opera d’architectura, chelle misure dell’omo sono dalla natura
disstribuite in quessto modo cioè che 4 diti fa 1 palmo, et 4 palmi fa 1 pie, 6 palmi fa un chubito, 4
cubiti fa 1 homo, he 4 chubiti fa 1 passo, he 24 palmi fa 1 homo ecqueste misure son ne’ sua edifiti.
Settu apri tanto le gambe chettu chali da chapo 1/14 di tua altez(z)a e apri e alza tanto le bracia che
cholle lunge dita tu tochi la linia della somita del chapo, sappi che ‘l cientro delle stremita delle aperte
membra fia il bellicho. Ello spatio chessi truova infralle gambe fia triangolo equilatero »

« Tanto apre l’omo nele braccia, quanto ella sua altezza.
Dal nasscimento de chapegli al fine di sotto del mento è il decimo dell’altez(z)a del(l)’uomo. Dal di sotto del mento alla som(m)i-
tà del chapo he l’octavo dell’altez(z)a dell’omo. Dal di sopra del petto alla som(m)ità del chapo fia il sexto dell’omo. Dal di so-
pra del petto al nasscimento de chapegli fia la settima parte di tutto l’omo. Dalle tette al di sopra del chapo fia
la quarta parte dell’omo. La mag(g)iore larg(h)ez(z)a delle spalli chontiene insè [la oct] la quarta parte dell’omo. Dal go-
mito alla punta della mano fia la quarta parte dell’omo, da esso gomito al termine della isspalla fia la octava
parte d’esso omo; tutta la mano fia la decima parte dell’omo. Il membro virile nasscie nel mez(z)o dell’omo. Il
piè fia la sectima parte dell’omo. Dal di sotto del piè al di sotto del ginochio fia la quarta parte dell’omo.
Dal di sotto del ginochio al nasscime(n)to del membro fia la quarta parte dell’omo. Le parti chessi truovano infra
il mento e ‘l naso e ‘l nasscimento de chapegli e quel de cigli ciasscuno spatio perse essimile alloreche è ‘l terzo del volto »

uomo vitruvianoL’Uomo Vitruviano disegnato da Leonardo

L’Uomo Vitruviano significato esoterico

Leonardo attraverso l’Uomo Vitruviano esprime le conoscenze matematiche e geometriche apprese da Vitruvio. Lo testimoniano la suddivisione con rette disegnate nel corpo e le forme geometriche del cerchio e del quadrato create su di esso.
Attraverso le due posizioni e i punti nei quali l’Uomo Vitruviano tocca le forme geometriche, il Da Vinci pone il senso esoterico e simbolico della sua opera.
Il quadrato è la rappresentazione simbolica del mondo materiale formato dai quattro elementi terra, acqua, fuoco e aria.
Il cerchio è la rappresentazione simbolica della totalità. Per totalità si intendono tutti i sistemi materiali e immateriali, che comprendono, immaterialmente le regole (archetipi) con le quali la natura crea e materialmente le espressioni della vita, la quale smuove tali regole in modi infiniti.
Il centro del quadrato sono le gonadi sessuali, attraverso le quali la natura si rigenera trasformando in modo continuo la materia, creando forme simili per specie, ma sempre unicamente diverse.
Il centro del cerchio è l’ombelico, dal quale la vita si alimenta e trae la sua linfa vitale, simboleggiando la fonte di energia che sostiene e anima la materia.
L’uomo che tocca con mani e piedi i lati del quadrato rappresenta l’uomo “statico o materiale“, dove la sua esistenza è concentrata nei legami e nelle leggi della materia. Il suo operato nel mondo è sostenuto fondamentalmente, dalla sopravvivenza, dalla difesa del territorio e dalla riproduzione.
L’uomo che con i piedi tocca il cerchio e con le mani tocca l’estremità di intersezione tra il quadrato e il cerchio, rappresenta l’uomo “dinamico o di conoscenza“, il quale ricerca lo scopo della vita, ma soprattutto le leggi che la regolamentano.
Anch’esso però è “rinchiuso nel quadrato“, perchè fatto con leggi di natura alle quali non può sottrarsi.
L’Uomo Vitruviano rappresenta dunque l’evoluzione che l’uomo può compiere da uomo statico, preso dalle dinamiche “base” della vita, a uomo di conoscenza in grado di elevarsi ed elevare l’umanità.
Per Leonardo, è l’uomo ad essere al centro di ogni cosa e le sue azioni sono determinate dal libero arbitrio derivato dalla sua conoscenza, ma all’interno delle leggi del cosmo e della natura.
Tali conoscenze e leggi, come affermano i testi sacri, sono state “fuse” nel DNA umano per mezzo del Creatore, permettendo all’uomo di conoscenza di creare a sua immagine e somiglianza.
Infatti nel momento in cui l’uomo scopre e padroneggia tali leggi, diviene il Creatore.
L’Uomo Vitruviano è un simbolo artistico e geometrico, nel quale vengono tradotte, attraverso l’utilizzo del disegno e della geometria, la gran parte delle leggi invisibili con cui la natura crea. L’Uomo di Leonardo dunque non è solo un disegno ma un simbolo contenente conoscenze geometriche ed esoteriche.

La quadratura del cerchio e l’Uomo Vitruviano

L’Uomo Vitruviano risolve il problema della quadratura del cerchio non in senso geometrico, ma in modo simbolico.
La matematica e la geometria sono linguaggi creati dall’uomo per calcolare i movimenti archetipali con i quali la natura crea, questo per stabilirne le regole.
Questi linguaggi essendo creati dall’uomo per sé stesso hanno dei limiti naturali, rappresentati ad esempio, proprio dal quadrato dell’Uomo Vitruviano.
La quadratura del cerchio si risolve nel momento in cui uomo e cosmo divengono una cosa sola, poiché la vita ha bisogno della materia per esprimersi e conoscersi e la materia ha bisogno della vita per essere animata.
La perfezione dello spirito non si può riconoscere tale, se non vi è lo specchio dell’imperfezione umana.
Articolo correlato: “Genio significato e caratteristiche, come e perchè i geni evolvono l’umanità

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Articolo di Marco Trevisan

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