Mentire a sé stessi – La falsa immagine di sè – Negare i fatti per sopravvivere

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Mentire a sé stessi serve a creare una falsa immagine di sé, con il fine di creare una personalità distorta in grado di nascondere nella realtà le azioni corrotte di un individuo.
Tutti gli esseri umani vestono una personalità per interagire con le altre persone e con il mondo.
Più un uomo è ipocrita con sé stesso più la sua immagine di sé sarà falsata, al contrario se sarà onesto, riuscirà a realizzarsi come individuo e a portare il suo contributo all’umanità.
L’onestà con se stesso porta l’individuo a superare i suoi limiti e a crescere, manifestando così tutto il suo essere nel mondo. Leggi anche l’articolo (Ipocrisia significato e etimologia – La società degli attori)

L’immagine di sé è creata dal dialogo interiore

In sintesi, il dialogo interiore è quella “voce” che parla nella testa a ogni uomo tutti i giorni, incessantemente.
Un uomo consapevole sa che non è i suoi pensieri, ed è in grado di spegnere quel dialogo durante la giornata provando a utilizzare al suo posto il pensiero, osservandolo per scovarne i punti deboli.
Questo dialogo, crea la considerazione interna ed esterna dell’uomo ed è la parte umana più facilmente manipolabile, da sé stesso (paradosso) e dagli altri.
Identificandosi in quel dialogo l’uomo incarna quella voce.

Nella falsa immagine di sé vi possono essere individui che si sottovalutano o che si sopravvalutano generando delle spirali d’inferiorità o di superiorità nei confronti degli altri.
Il risultato è sempre il medesimo, l’uomo rimane bloccato nel suo agire non riuscendo a creare e manifestare il suo volere.

Revolver – Dialogo interiore

Scena tratta dal film Revolver di Guy Ritchie nella quale Mr Green (Jason Statham) comprende di non essere “la voce” nella sua testa rimanendo vittima del suo “gioco”.

Leggi anche l’articolo (Manipolazione psicologica, avversario e vittima – Revolver (film))

Il mentire a sé stessi è un fattore di sopravvivenza

Nei casi più gravi é necessario all’uomo mentire a sé stesso per non vedere l’orrore della realtà.

– Un esempio pratico è la violenza sulle donne che spesso danno la colpa a loro stesse per giustificare le azioni violente dei loro partner.
In questo caso vi è una totale incapacità d’amarsi e quindi emerge lo stato d’inferiorità nel non riuscire a comprendere l’altro (l’oggetto amato dal quale non ci si vuole separare).

– Nel caso del tradimento continuo di amicizie, amori o di un qualsiasi altro rapporto vi è una dinamica interna contraria.
L’individuo manipola i fatti attraverso il dialogo interiore, giustificandoli e colpevolizzando le persone ferite che si ribellano all’ingiustizia subita, pensando di non essere capito.

La falsa personalità più pericolosa è quella utilizzata dal manipolatore che riesce a instillare negli altri una visione alterata e distorta del suo agire.
Purtroppo l’uomo è troppo abituato a credere alle parole delle persone senza analizzarne i fatti.
Un abile manipolatore si mostrerà amorevole, compassionevole e generoso ma il suo agire sarà meschino e senza pietà nei confronti delle sue vittime, le quali subiranno ogni tipo di torto fino a quando non prenderanno coscienza delle sue false sembianze.
In questo caso la falsa immagine di sé viene instillata nella mente degli altri con la funzione di coprire la vera identità del manipolatore.
Manipolatore

mentireMentire a sé stessi – La parte ombra dell’uomo prende il controllo del su essere

Essere onesto con sé stesso è il primo passo di un uomo consapevole verso la riconquista della propria integrità psico-fisico-spirituale.
Questo è il punto di partenza per un essere umano in evoluzione.

Articolo di Marco Trevisan

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