Purgatorio XXV Canto – Divina Commedia – La vita

la creazione

E perché meno ammiri la parola,
guarda il calor del sole che si fa vino,
giunto a l’omor che de la vite cola.

76/78 – Purgatorio XXV canto – Dante Alighieri

E affinché tu ti stupisca meno delle mie parole,
pensa al vino che è prodotto dal calore del sole
unito all’umore che cola dalla vite.

XXV Purgatorio – La vita e la sua formazione

Dante in questa metafora dalla bellezza estasiante, racchiude la nascita del mistero della vita e come l’uomo prende forma attraverso la materia e lo spirito.
L’uomo sta a metà tra la natura e gli dei, la macchina biologica minerale (vegetativa) la parte animale (sensitivo-emotivo/corpo astrale) e la parte intellettuale (parte invisibile ma consistente/che riflette su di sé) cosa che lo differenzia dal regno animale come la statura eretta.
Infatti, attraverso l’intelletto ha la capacità di rendersi conto di ciò che gli accade durante la vita.

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Simboli della carne e dello spirito

Come il sole (Dio) infonde ogni tipo di virtù alla vite (parte vegetativa-sensitiva) generando il vino (uomo).
Durante la celebrazione dell’eucarestia il pane e il vino rappresentano lo spirito che si fa carne.
L’universo fornisce il pane e il vino che lo Spirito Santo trasformerà nel corpo e nel sangue del Signore.

Naturalmente per entrare in uno stato paradisiaco in vita, l’uomo deve liberarsi da ogni attaccamento e da ogni tipo di degenerazione, come Dante insegna durante la Divina Commedia.
La vita è un viaggio per trovare sé stessi, infatti, nel XXXIIIesimo del paradiso Dante vede sé stesso nel volto di Dio.
Sembra strano ma quando si parla di vita, in qualsiasi testo esoterico i simboli sono la vite che guarda caso dalla parola vita cambia solo una vocale e il vino che simboleggia lo spirito che si fa sangue, come il pane ne simboleggia il corpo.
Meraviglioso è lo spirito quando si fa carne, ma ancor più bello è quando la carne si fa spirito.

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Approfondimenti e curiosità
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Articolo di Marco Trevisan

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