gelosia

Il termine gelosia in antichità era zeloso, il quale derivava dal greco zelos. I greci identificavano nello zelos l’influsso dell’emulazione, ovvero quell’impegno assiduo e senza sosta, atto ad eguagliare o a superare il proprio rivale.
La gelosia dunque è quel sentimento di paura contornato da ansietà, che si attiva nel momento in cui l’individuo percepisce di perdere a causa di un rivale che ritiene più forte, qualcosa che ha legato a sé con legame di appartenenza, ed esclusività.
La gelosia si manifesta come una reazione emotiva che come effetto ha la paura della perdita dell’oggetto-soggetto, ma come causa contiene il fatto che l’individuo vuole avere l’esclusività dell’oggetto-soggetto.
La gelosia inoltre è strettamente collegata alla scarsa autostima, poiché a causa di questo vedono “del migliore” in tutti gli altri soggetti che interegiscono con l’oggetto-soggetto che ritengono di loro esclusiva appartenenza.

Come nasce la gelosia

La gelosia nasce nei primi anni di vita (da 0 a 3 anni massimo), poiché il bimbo in quell’età deve ancora sviluppare un io cosciente che arriva a compimento di solito dopo i 3 anni.
In questo primo periodo di vita, il bambino si relaziona con il mondo esterno attraverso il sentire, quindi con quella parte della psiche che risiede nel corpo astrale, il quale agisce con una forma di coscienza di tipo emotivo, ovvero lo sviluppo e la memorizzazione di una reazione interna ad ogni stimolo esterno.
Per suo sviluppo e istinto atto alla sopravvivenza, il nuovo nato cerca costantemente l’aiuto e le attenzioni della madre, successivamente quelle del padre.
Se in questo tempo il bimbo percepisce un’ostilità da parte del padre nei confronti delle attenzioni della madre, esso genererà in sé stesso un sorta di reazione competitiva per avere la supremazia delle attenzioni materne.
Nel caso in cui tali attenzioni venissero in qualche modo ad essere insufficienti per il proprio sviluppo e percepisce una costante competizione, si genera in lui una reazione emotiva che da grande chiamerà gelosia.
Poiché tra lui e il soggetto atta alla sua sopravvivenza non solo biologica ma anche sentimentale (madre), vi è qualcuno che vi si contrappone.
Tale processo di competizione si può manifestare anche tra madre e figlia tra i 2 e i 7 anni, quando durante la ricerca delle attenzione del padre da parte della bimba, con il quale riallinea il proprio maschile, percepisce la reale rivalità della madre atta a riavere le attenzioni del martio.
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La gelosia è uno squilibrio emotivo che si genera nei primi anni di vita, a causa della competizione tra padre e figlio per le attenzioni della madre.
(Marco Trevisan)

gelosia retroattiva patologica

Gelosia retroattiva

La gelosia retroattiva è l’attivazione di una “cristallizzazione emotiva” (come appurato nel paragrafo Come nasce la gelosia), attivata del vissuto del passato del soggetto “amato”.
Le gelosia retroattiva si attiva a causa del vissuto dell’soggetto amato, poiché nell’interpretazione cognitiva del soggetto che prova la gelosia, esso ha la convinzione che il vissuto passato con altre persone sia migliore di ciò che sta vivendo con lui nel presente.
In campo maschile e femminile ha espressioni differenti, poiché mentre nel femminile spesso è legata ad avvenimenti passati riguardanti “la quantità e la qualità dell’amore espresso“, nel maschile riguarda più l’atto sessuale e il fatto di essere stato “il primo” a compierlo e a legare a sé il soggetto.

Gelosia patologica e compulsiva

La gelosia diviene patologia nel momento in cui prende il controllo della vita del soggetto che la prova. Non è più una gelosia che si attiva in riflessione di determinate situazioni, ad esempio perché il partner parla con un’altra persone o perché la mente del soggetto geloso torna al passato del soggetto amato. In questo caso la mente del soggetto è perennemente concentrata sul soggetto amato con pensieri compulsivi:

  • cosa sta facendo e con chi è
  • mi sta tradendo
  • ma mi ma ama quanto lo amo io
  • non capisce che quello che fa, mi fa stare male

In questo caso l’amore per l’amato si trasforma in possesso, poiché è come se la mente del geloso volesse comandare e controllare il soggetto “amato”.
In questo caso la mente del soggetto geloso emana per tutto il giorno come in un loop, pensieri veloci e incontrollabili riguardanti i 4 punti elencati.
Trasformando la qualità del tempo trascorso con il partner quando lo si incontra, non più nel piacere di viverlo nella sua pienezza e nell’amore, ma in indagine continua atta a trovare le risposte ai 4 punti elencati.

Gelosia e partner manipolatore

La gelosia che nasce soprattutto per scarsa autostima in alcuni soggetti, può essere una leva atta al loro controllo da parte dei “partner manipolatori“, i quali invece di aiutare il partner geloso a guarire dalla gelosia e dalla sua bassa autostima, la usano contro di lui.
Il partner manipolatore che ama gestire il partner geloso, usa la sua autostima e la gelosia di quest’ultimo per aumentare il suo senso di colpa, nascondendo così con maggiore facilità doppie vite e relazioni parallele e dando sempre la colpa al partner geloso di tutto ciò che non funziona nella loro relazione.
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Gelosia rimedi e pratiche

Ci sono varie forme di gelosia, dalle più lievi che a volte fanno anche piacere a certi partner, alle più malate. La gelosia diviene un problema quando blocca l’espressione del soggetto geloso o il soggetto geloso oltre a bloccare la propria espressione a causa di pensieri compulsivi, blocca anche l’espressione del soggetto amato.
Sulla gelosia si può lavorare su due aspetti:

  • mentale sulla percezione del sistema cognitivo
  • emotivo sulla cristallizzazione di traumi passati

Vi è da dire che la psiche umana contiene sia la mente che il sentire e quindi si auto-influenzano a vicenda.

Mentale

Dal punto di vista mentale è importante cambiare la lettura dei fatti, poiché l’uomo attraverso la mente definisce costantemente tutto ciò che osserva, cambiando le etichette che applica alle osservazione, cambia il modo di percepire il mondo esterno, influenzando anche il suo sentire.

Emotivo

A livello emotivo il cambiamento è un po’ più difficile, poiché dipende quanto in profondità si è cristallizzato il trauma che scatena la gelosia.
Al liberarsi dell’emozione il soggetto dovrebbe imparare a rimanere inerte e ad osservare ciò che accade in lui, col fine ci comprendere a livello più profondo che la minaccia che percepisce altro non è che un illusione, poiché niente e nessun realmente sta minacciando la sua integrità.
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Articolo di Marco Trevisan

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